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Mar 28

VEGANO SI O VEGANO NO?

Ho scritto più volte che il concetto di “cibo salutare” non significa necessariamente “dimagrante”. Ma vi sono alcuni termini che invece vengono utilizzati oggi nel parlare comune, e forse e soprattutto, dall’industria alimentare, per indurre il cliente ad acquistare un prodotto: ad esempio tra questi troviamo la parola bio, la parola naturale e, ultimamente, la parola vegano. Ultimamente se ne è parlato molto, l’alimentazione vegana è un’alimentazione sana?

 Cosa significa la parola vegano?

 

Vegano è un termine che indica un’alimentazione priva di alimenti di origine animale, sia che esso derivi dall’uccisione degli animali, per la produzione e la trasformazione di carne, sia che derivi dall’uso degli alimenti che si possono ottenere per loro sfruttamento (uova, latticini, miele). La dieta vegana si è imposta per lo più come una scelta etica, nata dalla volontà di non uccidere in primo luogo e sfruttare in secondo luogo questi esseri viventi (ricordiamo che anche le piante lo sono). 

Vantaggi

Negli ultimi anni, molti studi hanno dimostrato che il consumo frequente e abbondante di prodotti vegetali derivati da frutta, verdura, cereali integrali e legumi è associato ad un minor rischio di contrarre patologie cardiovascolari e tumorali, mentre al contrario un eccessivo uso di prodotti di origine animale è associato ad un maggiore rischio di sviluppare queste patologie. 

L’alimentazione vegana è un’alimentazione a minore impatto ambientale e che rispetta gli animali.

Svantaggi

La dieta vegana è tuttavia una dieta difficile da sostenere, sia perché “monotona” sia perché molte persone possono presentare difficoltà nel digerire e assimilare gli alimenti che la compongono, soprattutto perché assunti frequentemente.

Non dimentichiamo infatti che i legumi, unica fonte di proteine per chi si approccia a questo tipo di alimentazione, proteine di cui noi esseri umani assolutamente necessitiamo per l’accrescimento e il benessere, sono anche ricchi di sostanze “dannose” dette lectine che devono essere inattivati con la cottura per poter essere assunti dal nostro organismo senza effetti tossici e la cui presenza comunque può portare ad alcuni effetti collaterali (gonfiore, colon irritabile) se non patologici come il Leaky Gut (sindrome dell’intestino permeabile, condizione associata a molte patologie autoimmuni come artrite reumatoide, diabete melato di tipo II, artrite reumatoide, Ipotiroidsimo di Ashimoto…). Altre sostanze tossiche sono presenti nei legumi tra cui le saponine e i fitati.

Una dieta vegana comporta la carenza cronica di vitamina B12, e in alcuni casi ferro e calcio poiché non facilmente assimilabili dai prodotti di origine vegetale, la cui carenza, associata alla carenza di vitamina B12 porta inevitabilmente a anemia. (I vegani devono per forza integrare la vitamina B12)

 Il terzo svantaggio deriva dal fatto che,  se non ben bilanciata, si assumano eccessive quantità di carboidrati rispetto ai fabbisogni.

Alcune considerazioni

Comprendete bene come la dieta vegana sia una dieta in qualche modo “non adeguata alle nostre necessità”, e che solo poche persone possono affrontare con serietà e attenzione, dopo un’attenta valutazione dei fabbisogni con un dietologo o un nutrizionista. La dieta vegana è quindi, più che una scelta salutistica, una scelta etica.

Per mia esperienza personale ho potuto constatare che ci sono persone che si trovano meglio con un’alimentazione di tipo vegana e altre che non potrebbero mai sostenerla per più di 3 giorni di seguito a causa dell’eccesso di legumi e cereali assunti. E’ la nostra predisposizione, insieme al nostro microbiota, che fa la differenza nel farci sostenere l’una o l’altra meglio. 

Come comportarsi nella vita di tutti i i giorni

Tutti dovreste essere a conoscenza che la limitazione dei prodotti di origine animale,  andrebbe sicuramente valutata all’interno del proprio regime alimentare, ma tutto dipende dal nostro regime abituale.

Vegano non significa sempre sano (nei prodotti industriali)

Il termine vegano viene impropriamente utilizzato per attirare l’acquirente e l’errore tipico in cui si cade è l’acquisto di prodotti industriali fortemente trasformati che non hanno all’interno prodotti di origine animale (che non sempre sono necessariamente dannosi) ma prodotti di origine vegetale la cui qualità è bassissima come ad esempio l’uso smodato di oli vegetali trasformati e dannosi per il nostro organismo. Consumare il formaggio vegano, l’hamburger vegano, panna vegetale, ecc è più dannoso del rispettivo prodotto originale, perché ci porta ad assumere eccessive qualità di grassi trans o idrogenati e conservanti o eccipienti necessari per la trasformazione dell’alimento, che deve essere effettuata per renderlo simile al suo corrispettivo di origine animale. 

Concludendo

Se quindi volete mangiare in modo sano, non acquistate questo genere di prodotti, acquistare cibo vero vario e di qualità. Se invece desiderate avvicinarvi all’alimentazione vegana sceglie cibi di origine vegetale che siano più semplici possibili.

Non fatevi più ingannare. Mangiate cibo vero, vario, di qualità ed evitate i prodotti “simili a”, consumando cibi solo come devono essere.

Lisa Lasagna

L’autore del blog

Sono Lisa, Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, dopo la laurea specialistica in Biotecnologie per la Salute, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Prevenzione, il massimo grado di formazione universitaria che si possa ottenere.
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