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Mar 07

TUTTO QUELLO CHE NON SAPEVATE SUI POSSIBILI BENEFICI DEL DIGIUNO (CONTROLLATO)

Ieri sera, forse per la prima volta in tv, è stata attirata l’attenzione su una pratica che generalmente, nel mondo occidentale desta un notevole timore: il digiuno.  Ci siamo sentiti dire, per tutta la vita, che digiunare fa male ed è estremamente dannoso. Ci hanno costantemente insegnato che è fondamentale mangiare spesso per stare bene e in salute tanto da portarci quasi in paranoia se per una volta ci capita di saltare i pasti.  Tuttavia, nel corso della storia, numerose società hanno beneficiato degli effetti benefici sulla salute derivati da digiuni periodici, a volte per motivi religiosi, a volte per motivi contingenti.

Il primo studio sulla capacità del digiuno di allungare la vita risale al 1935  (McCay et al., 1935). L’autore ha dimostrato che alimentare ratti con cellulosa non digeribile aumentava la durata della vita di questi animali. In seguito molti studi hanno confermato i risultati in altre specie animali i quali, in seguito a restrizione calorica, mostravano anche una minore incidenza di cancro (Weindruch and Walford, 1988; Sprott, 1997, Houthoofd et al., 2002) Da numerosi autori è stato dimostrato che la composizione della dieta e i livelli calorici influenzano l’invecchiamento e le patologie ad esso correlate (Antosh et al., 2011; Blagos- klonny et al., 2009; Fontana et al., 2010; Gems and Partridge, 2013; Lo ́ pez-Otı et al., 2013; Tatar et al., 2003). 

La restrizione calorica, inoltre, promuove modifiche nelle cellule che possono contrastare il danno ossidativi, l’insorgere dell’infiammazione e ottimizzare così il metabolismo del soggetto (Haigis and Yankner, 2010; Johnson et al., 2000; Lee et al., 2012b; Longo and Finch, 2003; Mair and Dillin, 2008; Narasimhan et al., 2009; Smith et al., 2008).  Recentemente,  uno studio effettuato sui topi pubblicato su Cell Metabolism (Brandhorst et al. Cell Metabolism) ha dimostrato che il digiuno prolungato è in grado di allungarne la vita, diminuire il grasso viscerale, ridurre l’incidenza di cancro alla pelle, ringiovanire il sistema immunitario e ritardare l’insorgenza di osteoporosi nei topi.  Anche gli studi sull’uomo mostrano che la restrizione calorica e il digiuno intermittente sono in grado di migliorare lo stato di salute.

Per restrizione calorica si intende un intervento dietetico che mira a ridurre dal 20 al 40%  l’apporto calorico richiesto. Per digiuno invece si intende una versione più estrema di restrizione calorica, in cui si evita del tutto di introdurre cibo (ma non di acqua) per un determinato periodo di tempo. Il digiuno può essere definito così intermittente, vale a dire alternato da fasi di digiuno vero e proprio a fasi di restrizione. 

Lo studio del 2014 CALERIE (Comprehensive Assessment of the Long-term Effects of Reducing Intake of Energy) ha recentemente mostrato che una restrizione calorica del 25% prolungata per due anni nell’uomo è in grado di diminuire i marcatori infiammatori e il rischio cardiovascolare. (Redman et al. Am J Clin Nutr). Due ipotesi spiegano il meccanismo di azione della restrizione calorica o digiuno, da una parte potrebbe essere che la restrizione prevenga il danno provocato da tossine prodotte endogenamente (Shanley e Kirkwood. Evolution) mentre una seconda ipotesi afferma che la restrizione agisca come uno stress che promuove l’ormesi, vale a dire una risposta positiva delle cellule ad uno stress di piccola entità (Neafsey et al. Mech Ageing Dev). 

Quando si parla di restrizione calorica, come ho anticipato precedentemente, si può fare riferimento a due metodologie; la restrizione calorica vera e propria oppure  l’alternanza di fasi di digiuno e alimentazione (intermittent fasting o digiuno intermittente di cui ho parlato in questo articolo) oppure la sola restrizione di alcuni tipi di nutrienti. Sembrerebbe che tra i micronutrienti, la restrizione proteica sia quella in grado di avere maggiori effetti benefici sulla salute (Mirzaei, Suarez,  Longo Trends Endocrinol Metab). Uno studio recente su uomo, lo studio  NHANES, ha mostrato come una restrizione proteica sia in grado di ridurre la mortalità (Levine et al. Cell Metab) nell’uomo e molti altri studi confermano questo dato. Il  motivo per cui una dieta di questo tipo provoca tale  risposta fisiologica sembra risiedere nel fatto che sia in grado di  abbassare i livelli di zuccheri e di IGF-1 nel sangue portando così a rigenerazione del sistema immunitario e promuovendo neurogenesi (la formazione di neuroni nel cervello). Serviranno, tuttavia, ulteriori studi effettuati sulla restrizione di carboidrati e grassi per comprendere meglio se i meccanismi riguardano solo le proteine o la restrizione calorica in generale.

Il digiuno controllato e programmato, inoltre, sembra essere fondamentale non solo per proteggerci da patologie cardiovascolari, infiammatorie e tumorali, ma è anche utilissimo per proteggere il nostro cervello dallo sviluppo di patologie neurodegenrative. Mark P. Mattson è uno studioso del campo, e ha concentrato i propri studi su questo specifico argomento. Numerosi sono i suoi studi sull’argomento e dimostrano che il digiuno intermittente è in grado di proteggere il cuore e il cervello. L’autore ha anche pubblicato insieme al ricercatore italiano Valter D Longo (comparso nella puntata di Presa Diretta del 6 marzo 2016)  alcuni articoli interessantissimi (Uno di questi è: Cell Metabolism 19, February 4, 2014 ) Se volete essere aggiornati sull’argomento quindi leggete le loro ricerche. 

Ricordo anche che il prof. Umberto Veronesi, direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia è un grande fautore del digiuno e che spesso è stato criticato per queste argomentazioni, che vengono ancora ritenute estreme. per la prevenzione di patologie come il cancro. Un altro studioso che si batte perché queste conoscenze siano diffuse a tutti è il prof. Fabio Piccini, del quale vi consiglio la lettura dei testi pubblicati.  E la dieta mediterranea?

La dieta mediterranea è ancora valida? Perché funziona? La dieta mediterranea cosa prevede? Se vi dicessi che la dieta mediterranea, oltre che a prevedere l’assunzione di cereali integrali, legumi, pesce, e olio extravergine d’oliva,  era caratterizzata da fasi alternanti di digiuno e alimentazione ci credereste? Nel 2003 una ricercatrice greca avrebbe mostrato come il digiuno ortodosso fosse in grado di influire in modo benefico sui livelli di lipidi nel sangue e sull’obesità (Sarri et al BMC Public Health) e sarete sorpresi nello scoprire  che molti degli studi effettuati dal gruppo di Ancel Keys, che poi pubblicò gli studi sulla dieta mediterranea, erano stati fatti, appunto, sui greci che ai tempi seguivano i precetti della religione ortodossa.  Questo tema è stato approfondito da altri autori e sembrerebbe che negli studi di Ancel Keys sulla dieta mediterranea non si fosse tenuto presente che le persone studiate praticavano il digiuno quasi la metà dell’anno, per motivi religiosi. E’ possibile quindi che gli effetti benefici sulla salute non fossero derivati quindi da ciò che mangiavano ma da come e quanto spesso mangiavano. Incredibile vero? Vi lascio il riferimento ad un editoriale, scritto qualche anno fa, da J. Cannon su  Public Health Nutrition (7, 987–990 nel 2004), fu un editoriale molto scomodo per i tempi e solo pochi vi diedero peso.  

Vi ricordo che  anche in Italia anni fa molte persone, secondo i precetti cattolici, praticavano spesso il digiuno: il venerdì praticavano restrizione calorica evitando cibi ricchi, così come durante la quaresima e l’avvento. Ma dal dopoguerra è successo qualcosa: Si è affermata prepotentemente la teoria “mangia spesso-non saltare i pasti-digiunare uccide”. Alcuni sospettano che queste pratiche siano state portate avanti dall’industria alimentare che ha fatto pressione sui governi per spingere sui consumi e, così, ottenendo l’effetto collaterale di farci diventare grassi e sempre più malati. 

Quando oggi farete merenda pensateci bene… mi serve? Ho davvero fame? Quanto devo mangiare realmente per stare bene? E se non lo sapete rivolgetevi ad un esperto, perché digiunare a caso può essere pericoloso, tanto quanto mangiare troppo.

Lisa Lasagna

L’autore del blog

Sono Lisa, Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, dopo la laurea specialistica in Biotecnologie per la Salute, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Prevenzione, il massimo grado di formazione universitaria che si possa ottenere.
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