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Nov 06

OBESITA’ E RISCHI CONNESSI ALLA SALUTE

 

L’obesità è una condizione caratterizzata da un eccessivo peso corporeo per accumulo di tessuto adiposo (grasso) in misura tale da influire negativamente sullo stato di salute. Si pensa spesso all’obesità come ad un problema estetico, ma in realtà la definizione ci illustra come in realtà il problema sia principalmente clinico. L’obesità è una vera e propria patologia.

Prima di tutto è il caso di sottolineare che l’obesità e il sovrappeso, oltre a non essere percepiti come una vera e propria condizione patologica non sono spesso nemmeno percepiti da chi ne è “affetto”. Nel proseguire la lettura di questo articolo quindi vi invito quindi a valutare il vostro stato calcolando il vostro indice di massa corporea e quello dei vostri famigliari.

L’indice di massa corporea si calcola in questo modo: si suddivide il peso corporeo misurato in kg per il quadrato dell’altezza espressa in metri. (IMC=Peso in kg/altezza in m2).  Se il valore che ottenete è superiore a 25 allora siete in sovrappeso, se tale valore supera il 30 allora si parla di obesità. Considerate che anche il sovrappeso deve essere corretto, infatti in totale, sovrappeso e obesità rappresentano il quinto più importante fattore di rischio per mortalità globale e i decessi attribuibili all’obesità sono almeno 2,8 milioni/anno nel mondo.

Avete eseguito il calcolo? Qualcuno della vostra famiglia o voi stessi siete risultati in sovrappeso? Proseguiamo.

Come dicevo, il sovrappeso e l’obesità sono causa di una serie di patologie che frequentemente sono sottovalutate o prese in considerazione solamente quando in stato avanzato.

L’aspetto invalidante è dato in primo luogo dalla difficoltà a spostarsi e ad effettuare anche i movimenti più banali, che porta ad alterazioni notevoli della qualità di vita. Gli obesi, avendo difficoltà nel movimento, faticano ad uscire da questa condizione perché non sono in grado di effettuare una sufficiente attività fisica, ricadendo così in un circolo vizioso. Associate alle difficoltà di movimento, nelle persone in sovrappeso vi sono frequentemente forme di osteoartrite.

Una serie di patologie metaboliche sono presenti in molti casi e anche le persone più giovani d’età, che non presentano inizialmente questi sintomi o hanno gli esami del sangue nella norma, sono ad alto rischio di sviluppare patologie come ipertensione, diabete di tipo II, malattie cardiovascolari che a loro volta aumentano il rischio di infarto e ictus.

Negli ultimi anni l’obesità è stata classificata nell’ambito delle patologie infiammatorie. Le cellule adipose infatti producono molecole infiammatorie e stimolano il processo flogistico generando così una situazione molto complessa che può portare allo sviluppo di altre patologie come ad esempio la psoriasi o l’artrite.

Si è, inoltre, visto che l’obesità è associata ad alcune forme di cancro.

Disturbi endocrini, dello sviluppo, influenze sulla fertilità e irsutismo sono inoltre, maggiormente frequenti nei soggetti in sovrappeso.

Non sono da sottovalutare, infine, i disordini psicologici; l’obesità, infatti, è decisamente stigmatizzata in molti paesi, sia in termini di percezione di un aspetto fisico indesiderabile che in termini di difetti di carattere che si suppone indicare. Le persone obese devono lottare contro la discriminazione. E’ da sottolineare, inoltre, che la sovralimentazione nervosa, come le classiche abbuffate, si verifica con maggior frequenza tra i soggetti obesi e molte persone affette da questo disordine alimentare hanno una lunga storia di alimentazione incontrollata e continue variazioni di peso (il cosiddetto effetto yoyo)

Ma ora basta con le brutte notizie. La perdita di peso, attraverso terapie nutrizionali specifiche, permette di curare e monitorare, con diversi gradi di efficacia, le condizioni patologiche associate direttamente e indirettamente all’alimentazione. Mantenere un peso normale, oppure perdere qualche kilo di massa grassa se si è in sovrappeso, deve quindi diventare il primo obiettivo di prevenzione e salute. La perdita di peso in soggetti obesi permette di diminuire il rischio di infarto, di ipertensione, di sviluppare diabete di tipo II, ad esempio. E’ dimostrato che una riduzione di peso del 10% è sufficiente a ridurre in modo significativo i rischi associati alla patologia dell’obesità ed è un obiettivo relativamente facile da raggiungere e da mantenere nel tempo.

Cosa potete fare quindi se il vostro indice di massa corporea supera il 25? Rivolgetevi ad un nutrizionista, che elaborerà un piano alimentare per voi. Un buon nutrizionista valuterà il vostro caso, studierà le vostre abitudini, tenendo in considerazione la vostra storia e i vostri impegni giornalieri e vi guiderà ad una corretta alimentazione, facendola divenire una buona e sana abitudine da mantenere nel tempo. Oltre all’alimentazione sarà necessario includere l’attività fisica, che deve essere regolare e a bassa intensità se si parte da sovrappesi consistenti. Spesso è consigliato anche il supporto di uno specialista in coaching motivazionale che permetterà di sostenere il percorso con più energia e arrivare agli obiettivi con maggiore facilità, mantenendo i risultati raggiunti per lungo tempo.

Lisa Lasagna

L’autore del blog

Sono Lisa, Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, dopo la laurea specialistica in Biotecnologie per la Salute, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Prevenzione, il massimo grado di formazione universitaria che si possa ottenere.
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