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Gen 06

NUTRIZIONE PERIODIZZATA PER L’ATLETA

Negli sport in cui è necessario raggiungere un certo livello di prestazione in una determinata data la nutrizione  periodizzata  è fondamentale per ottimizzare gli adattamenti dell’allenamento dell’atleta.

Allenarsi senza curare la nutrizione è un paradosso e in Italia siamo davvero indietro per quanto riguarda questo aspetto. Pochi sono gli ambienti sportivi e gli allenatori che sono consapevoli di quanto sia importante curare la nutrizione dello sportivo non per la massa  grassa ma per la prestazione.

Qualcosa sicuramente sta cambiando e sono testimone, con il lavoro che sto facendo con molti atleti che seguo, grazie all’interesse dei loro attenti (e rari) allenatori.

Se l’atleta non integra e non si alimenta adeguatamente il lavoro fatto durante l’allenamento e la stagione potrebbe anche essere inficiato del tutto. Al nostro corpo, infatti, servono risorse funzionali per poter ricostruite i tessuti danneggiati, spegnere o controllare la fisiologica infiammazione che si accende con gli sforzi, produrre enzimi per l’adattamento a questo o quell’altro tipo di metabolismo.

Inoltre, è da considerare che gli allenamenti degli agonisti sono molto intensi e ravvicinati l’uno all’altro con l’intento di stressare l’organismo al massimo. Lo stress serve per portare a  una supercompensazione, vale a dire un adattamento,  ma se non si fornisce il giusto materiale plastico, adeguati micro e macronutrienti e non si utilizzano tecniche per accelerare i processi di recupero le fatiche possono essere sprecate a tal punto da danneggiare lo stesso atleta.

Pensavi che la nutrizione nell’atleta servisse solo per ottenere un fisico dalle caratteristiche ideali per lo sport che pratichi? Ebbene questa è la punta dell’iceberg, forse la meno importante, perché negli sport di condizionamento la composizione corporea ideale conta davvero poco. In  alcuni ambienti si cura molto questo aspetto senza pensare al  resto. Vedo ciclisti che vivono nella paranoia di pesare 100g in più e poi  non si alimentano neanche minimamente vicino a come dovrebbero per ottimizzare tutti gli sforzi. Certo il peso conta ma conta anche avere un organismo performante al massimo e non spossato e distrutto da una sottoalimentazione cronica carboidrato-fobica.

E’ bene ricordarlo: nella maggior parte degli sport è la prestazione che conta.

Lavori rivolti alla composizione corporea (massa grassa, magra) sono da effettuare solo quando ci si può permettere di non avere una prestazione  ottimale, magari nelle fasi inziali di stagione o  di transizione. Una volta entrati in fasi più specifiche, quindi molto più intensive, la composizione deve già essere ottimale, e questo aspetto può passare in secondo piano a favore  di un massimo recupero volto all’ottimizzazione degli adattamenti.

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Lisa Lasagna

L’autore del blog

Sono Lisa, Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, dopo la laurea specialistica in Biotecnologie per la Salute, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Prevenzione, il massimo grado di formazione universitaria che si possa ottenere.
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