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Set 25

LA NUTRIZIONE TERAPEUTICA

Quando parlo del mio lavoro, le persone pensano che principalmente il mio obiettivo sia quello di far dimagrire. Sicuramente è un obiettivo importante, qualora si presenti una forma di sovrappeso, ma spesso il sovrappeso è accompagnato da patologie che, in alcuni casi, le persone non percepiscono nemmeno di avere. Con questo articolo vi spiego che per prima cosa l’alimentazione è una terapia e vi può aiutare nell’alleviare sintomi e patologie di moltissimi generi.

Cosa significa nutrizione terapeutica? Significa che il nostro modo di mangiare e di alimentarci può influire sulla nostra salute. Non influisce però, come molti di voi penseranno, solo sulla quantità di grasso corporeo e sul peso.

Il cibo che consumiamo incide sul nostro organismo anche determinandone lo stato di salute e malattia. Il cibo moderno, tipico delle western diet, ricco di cibi confezionati, di cibi pronti e trattati, carente di frutta e verdura, genera nel nostro organismo una risposta immunitaria che provoca enormi danni come problemi intestinali, gastrici, digestivi, sintomi dermatologi, stanchezza, depressione, difficoltà nel dormire, dolori articolari, mal di testa e molti altri.

Ecco quindi che la nutrizione può esser modulata in modo specifico per ognuno di noi per fare in modo che questi sintomi si allevino o addirittura spariscano. Che siate in sovrappeso o meno, quindi, è importante valutare le abitudini alimentari del soggetto che spessissimo sono sbagliata senza nemmeno questo se ne accorga perché da tempo la società moderna ci ha imposto abitudini che sono ritenute normali ma che sono dannose per il nostro organismo.  

Esistono numersi possibili protocolli che applico ed applicabili per far si che una persona si senta meglio e possa migliorare notevolmente la propria qualità di vita. 

In primo luogo parliamo della sindrome del colon irritabile, caratterizzata spesso da alvo irregolare, stipsi o colite e gonfiori addominali; questo genere di problema spesso è sottovalutato o ritenuto normale perché molte persone ci convivono da una vita. Una corretta alimentazione permette di alleviare moltissimo i sintomi e ad imparare a gestire anche il cibo che causa qualche problema in modo sereno. La dieta Low FODMAP può fare a caso vostro in questi casi, oppure è possibile applicare una dieta con opportuna integrazione che permetta di migliorare lo stato di infiammazione, che è presnete spesso in chi soffre di IBS, ma anche di disbiosi, così come di SIBO (che spesso non è diagnosticata e richiede altre opportuni accorgimenti) o sindrome dell’intestino permeabile. 

Un eccessiva permeabilità intestinale è spesso presente in numerosissime patologie, ad esempio nella fibromialgia, nella tiroide di Ashimoto autoimmune, nella celiachia, nella depressione, nella IBD, così come in chi soffre di asma, nell’autismo, nel diabete di tipo I insulino dipendente, nell’artrite reumatoide così come nella malattie reumatologiche in generale, nella psoriasi, nell’eczema, in chi presenta fegato grasso non alcolico, solo per dire alcune. Cosa hanno queste patologie in comune? Hanno in comune la presenza di autoimmunità, che spesso peggiora in caso di intestino permeabile, esacerbandone i sintomi. 

Questo tipo di patologie può essere trattata con nuove diete che stanno dimostrando scientificamente di essere utili come ad  la dieta Paleo, la dieta low carbo, la dieta GAPS, la dieta del protocollo autoimmune (autoimmune Protocol, AIP), diete chetogeniche (coniugabili in numerosissimi modi). Queste diete vanno valutate per ogni singolo paziente ma possono davvero essere utili per mitigare i sintomi delle patologie sopracitati. E’ necessario però una notevole apertura da parte del paziente, che deve in qualche modo aprirsi ad un modo di alimentarsi completamente nuovo, soprattutto rispetto agli insegnamenti della dietologa classica che si sta rivelando sempre più spesso superata e che è l’unica che si sente nominare da chi si occupa di nutrizione sui media principali (il resto è tutta spazzatura, dalle diete del minestrone, alla dieta Lemme alle diete con i prodotti suggerite dai cosiddetti coach nutrizionali, o le diete sulle riviste…).

Modificare le proprie abitudini alimentari non è facile ma con un po’ di impegno e i consigli del nutrizionista che vi insegna anche a cucinare il cibo in modo sano e gustoso, il cambiamento porta spesso a notevoli benefici e chi li riscontra non vuole poi più tornare indietro perché sta troppo bene per pensare di tornare alle vecchie abitudini!

In alcuni prossimi articoli vi parlerò della Paleo Dieta! intanto se volete potete leggere un mio vecchio articolo di qualche tempo fa… ho cambiato opinioni ma è sempre bene rimanere aperti perché nella scienza e nella nutrizione le conoscenze cambiano tantissimo!

Lisa Lasagna

L’autore del blog

Sono Lisa, Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, dopo la laurea specialistica in Biotecnologie per la Salute, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Prevenzione, il massimo grado di formazione universitaria che si possa ottenere.
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