Dic 30

LA LISTA DI ALIMENTI DA ELIMINARE QUANDO SI HA UNA PATOLOGIA: COME USARLA?

Può capitare di andare dal medico e di ricevere una diagnosi, a cui il medico può accompagnare una terapia ed eventualmente una lista di alimenti da evitare e preferire.

Questo avviene ad esempio quando si riceve diagnosi di gastrite, ma anche di allergia, di intestino irritabile, di allergia al nichel, di diverticolosi, di colesterolo alto, di diabete e così via.

Queste liste sono liste corrette. Il problema che scatenano spesso confusione e dubbio accompagnati da un certo grado di frustrazione. Ne avevo parlato anche in questo articolo, ma vorrei approfondire.

In genere, dal momento che non si sta bene, si inizia a seguirle in modo  preciso e meticoloso. Se si esce con altre persone si sta attentissimi e si cerca di non sgarrare mai. Nel migliore dei casi il tempo passa, si sta meglio, si inizia a prendere qualche libertà e non succede nulla, quindi la lista viene dimenticata e si torna a mangiare tutto. Probabilmente la patologia si è risolta o comunque attenuata.

In molti casi invece può accadere che la  restrizione continui, senza sapere come effettuare eventuali sostituzioni. Le restrizioni infatti possono dare origine a carenze, e, in alcuni casi, anche a successive problematiche di intolleranza vera e propria perché evitando molti cibi disallenniamo il nostro organismo a digerirli.

Senza contare la frustrazione dal non poter consumare certi adorati cibi.

In realtà nella maggior parte di questi elenchi (ad eccezione di quelli per: celiachia e allergie conclamate ad alcuni cibi, che provocano shock in soggetti molto sensibili) sono elenchi che andrebbero accompagnati da dieta personalizzata per una serie di motivi

  1. Non tutti i cibi negli elenchi generano realmente problemi (spesso sono soggetto specifici). Un esempio tipico è quello dell’allergia la nickel che è una delle casistiche che risulta maggiormente dipendere dal soggetto per quanto riguarda la sintomatologia data dall’assunzione dei cibi. Ne parleremo nel prossimo articolo sul blog.
  2. Il medico non vi ha chiesto nulla delle vostre precedenti abitudini e spesso basta conoscere quelle per sistemare il problema senza troppe eliminazioni, privazioni
  3. Il sintomo può essere dose-specifico quindi a volte non serve eliminare un determinato cibo ma basta solo “alleggerire”
  4. L’eliminazione deve essere bilanciata con altri cibi per non rischiare carenza sia si nutrienti che calorica o anche eccesso calorico se poi si tenderà a mangiare più spesso cibi di altro tipo
  5. Una diagnosi non è sempre l’unica causa del sintomo gastro intestinale. Ad esempio se ricevi una diagnosi per diverticolosi non è detto che i tuoi sintomi intestinali siano dovuti a quello, quindi usare l’elenco che ti ha dato non ti porterà alcun beneficio.
  6. Ogni quadro alimentare è molto complesso e va contestualizzato a tutto lo stile di vita e alimentare. Ad esempio valutare un cibi per il suo indice glicemico se hai il diabete può avere poco senso se non se ne guarda il carico totale e gli abbinamenti che si fanno.

In ogni caso, se ricevete un elenco dal medico, contattate un nutrizionista che vi potrà aiutare nell’impostare la vostra alimentazione senza privarvi troppo e con l’obiettivo di stare davvero meglio, ma a lungo termine.

Lisa Lasagna

L’autore del blog

Sono Lisa, Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, dopo la laurea specialistica in Biotecnologie per la Salute, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Prevenzione, il massimo grado di formazione universitaria che si possa ottenere.