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Nov 08

LATTE NEMICO O AMICO?

Il primo danno di cui è accusato è quello di favorire lo sviluppo di osteoporosi. In base a questa teoria, il latte causerebbe osteoporosi perché contiene sostanze (aminoacidi solforati) che acidificherebbero l’organismo portando così alla corrosione delle ossa. Questo fattore sovrasta l’effetto positivo che avrebbe il latte sull’osteoporosi, dato dall’alto contenuto di calcio, indispensabile per la calcificazione delle ossa.

Le proprietà acidificanti dei prodotti caseari e dei prodotti animali sono proprietà chimiche il cui effetto viene annullato dal potentissimo sistema acido base presente nel nostro sangue. In pratica il nostro sangue non acidifica a causa degli alimenti che ingeriamo. La falsa credenza, vale a dire che il latte provoca osteoporosi, è data da studi di epidemiologici su popolazioni del nord Europa, i quali consumano molti prodotti di origine animale e sono più frequentemente affetti da osteoporosi. In realtà l’osteoporosi non è favorita dall’alimentazione ma dalla mancata o poco frequente esposizione al sole, indispensabile per la produzione di vitamina D, vitamina che serve per fissare il calcio assunto tramite l’alimentazione nelle ossa, rendendole più forti. Inoltre anche la sedentarietà, tipica dei pesi industrializzati (quali sono quelli del Nord) favorisce l’osteoporosi perché le ossa devono essere stimolate per rafforzare la propria struttura.

Veniamo ai dati più precisi: in una recente review (studio che confronta molteplici ricerche per dare una visione più completa sullo stato attuale delle conoscenze su un determinato argomento), viene fatta un po’ di chiarezza.

Quando si parla di latte si intende il latte di origine vaccina. Se ci si riferisce a latte derivato da altri mammiferi è necessario specificarne l’origine. Non fatevi confondere dalle diciture, i cosiddetti latti vegetali dovrebbero essere considerati come “bevande a base di” perché chiaramente non provengono da mammiferi e tale nomenclatura è specificata dal regolamento CE No 1234/2007.

La composizione del latte varia da specie a specie e si differenzia anche in base ad ambiente e alimentazione dell’animale. In media, per quanto riguarda il latte vaccino, si possono considerare i seguenti valori: 87% acqua, 4-5% di lattosio(lo zucchero del latte), 3% di proteine, 3-4% di grassi, 0.8% di minerali (tra cui il Calcio) e 0.1% di vitamine.

Le proteine del latte possono essere suddivise in due tipi: proteine del siero, che hanno proprietà microbicide e antitumorali e le caseine, in grado di trasportare calcio e fosforo, aumentandone così l’assorbimento a livello dello stomaco. Le caseine inoltre una volta digerite danno origine a piccole molecole con proprietà antiossidanti, immunomodulanti e anti-ipertensive.

Per quanto riguarda l’apporto di grassi, troviamo una piccola nota “dolente” poiché un alto consumo di questo alimento potrebbe influire su un eccessivo apporto di questi nutrienti. Il maggiore componente grasso del latte sono i Triacilgliceroli, seguiti da diacilgliceroli, colesterolo (<0,5%) fosfolipidi e acidi grassi liberi. Nel tempo, a causa delle richieste del mercato di prodotti a sempre più bassa densità energetica, sono stati studiati processi industriali in grado di abbassare il contenuto di grassi a favore di altri nutrienti, rendendo così disponibile nei supermercati il latte scremato e parzialmente scremato. Per quanto riguarda vitamine e minerali il latte è ricco di calcio (1200 mg/L), e in minori quantità di fosforo, magnesio zinco e selenio. Le vitamine presenti nel latte sono invece le liposolubili A, D, E e le idrosolubili del complesso B.

Gli aspetti patologici da valutare realmente nel consumo di latte e derivati derivano dal fatto che il lattosio può non essere tollerato da una buona percentuale adulti e che anche le proteine del latte possono dare reazioni allergiche.

L’intolleranza al lattosio si verifica se vi è una deficienza dell’enzima deputato alla sua digestione. In questi casi si consiglia di non consumare o limitare latte e prodotti caseari o di ricorrere ai prodotti che non lo contengono come latte privo di lattosio o formaggi molto stagionati.

Le reazioni allergiche invece si verificano quando il sistema immunitario riconosce come “nemiche” alcune proteine, presenti nel latte, sviluppando una risposta allergica all’alimento. In questi casi il latte non deve essere consumato.

Nella review sono state analizzate le associazioni tra consumo di latte e patologie comuni come quelle cardiovascolari, cancro, l’osteoporosi, l’obesità e il diabete di tipo II. Dall’analisi si evince che il consumo regolare di latte e derivati sembra avere un ruolo protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari, facendo attenzione al contenuto di grassi nelle persone a rischio. L’associazione con il cancro è dubbia: il cancro è una patologia multifattoriale, non associabile ad una sola causa (ed è il motivo per cui è difficile da curare) Sembrerebbe che eccessivi consumi di latte siano correlati solo ad alcune forme di cancro alla prostata e alle ovaie per il contenuto di calcio e lattosio rispettivamente, cosa però non valida per i suoi derivati, esempio lo yogurt, che contiene meno lattosio. Il consumo moderato di latte, invece, sembra avere un ruolo protettivo nei confronti del cancro al colon-retto. Per quanto riguarda lobesità, pochi studi sono stati fatti, e da questi risulterebbe un ruolo protettivo nello sviluppo di obesità e sindrome metabolica, che tuttavia deve essere confermato da ulteriori ricerche. Infine riguardo l’osteoporosi; dalla review risulta raccomandato il consumo di latte per la promozione dello sviluppo del tessuto osseo.

L’articolo conclude che il latte è un ottimo alimento, che possiede grandi proprietà nutritive ma che è necessario studiare in modo più approfondito la risposta dell’organismo in funzione delle quantità consumate.

Dal punto di vista pratico cosa consiglio? Usiamo la moderazione e l’equilibrio; non esistono super alimenti, in grado di farci guarire dalle malattie o alimenti che se assunti con moderazione ci danneggiano (salvo intolleranze o allergie). Ogni alimento va assunto nell’ambito di una dieta sana ed equilibrata perché da ognuno possiamo tratte benefici e l’eccesso può sempre provocare danno. Un bicchiere di latte al giorno, se non siete allergici, non potrà che farvi bene!

 

Bibliografia

P. C. Pereira / Nutrition 30 (2014) 619–627

 

Lisa Lasagna

L’autore del blog

Sono Lisa, Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, dopo la laurea specialistica in Biotecnologie per la Salute, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Prevenzione, il massimo grado di formazione universitaria che si possa ottenere.
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