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Ago 17

I 4 PESCI CHE STIAMO SFRUTTANDO E COSA MANGIARE IN ALTERNATIVA

Questo articolo è tratto dal TED talk “The four fish we’re overeating — and what to eat instead” Paul Greenberg. Link del TED talk qui. Io ho aggiunto alcune mie considerazioni.

Mi è piaciuto molto questo talk e ho pensato d riassumerlo in un articolo del mio sito, nella sezione dedicata all’econutrizione. Questo autore si occupa di oceani e problemi ambientali e nel video parla di quattro pesci che stiamo nel mondo sovra-consumando come se non ne esistessero altri, senza nemmeno rendercene conto provocando ingenti danni nell’ambiente.

Penso che questo sia un problema più americano che nostro perché per fortuna in molte parti d’Italia la cultura culinaria ancora ci offre numerose tipologie di pesce e di pescato. Eppure, in qualche modo, lo sto notando anche io tra i miei pazienti che la tendenza data dalla frenesia è quella di mangiare sempre lo stesso pesce.

Il mare è popolato da numerosi esseri viventi, tuttavia nel mondo vengono consumati principalmente: gamberi, salmone, tonno, merluzzo.  Se posso parlare delle abitudini che noto nella nostra zona da noi vanno per la maggiore salmone, tonno, merluzzo/platessa/nasello, eventualmente branzino/orata. Quasi tutti conservati (in scatola o affumicati o surgelati) in pescheria invece orata branzino e salmone vanno per la maggiore. Tutti rigorosamente allevati.

Avete mai seguito quelle pagine di ricette “sane” americane su Facebook tipo Godfull? Dovrebbero ispirarci a mangiare sano ma quando cucinano usano sempre i soliti ingredienti: salmone, gamberi per quanto riguarda il pesce. Pollo per quanto riguarda la carne. Sempre le stesse cose.

Di cosa parla il video

Ma veniamo a noi. L’autore ci fa notare che per il pesce è appena accaduto che si mangino sempre gli stessi pesci, ma per la carne è avvenuto in precedenza; se mangiamo ora pollo, tacchino, maiale, manzo, una volta si mangiavano anche fagiani, faraone, quaglie, piccioni ecc.

Perché semplifichiamo la scelta? Ovviamente per ragioni produttive alla fonte, per ragioni pratiche per il consumatore.

Vengono scelti gli animali che possono essere o allevati e possono produrre grandi quantità di carne (resa) e una cosa simile vale per il pesce. Usiamo tagli di carne o pesce che siano facilmente cucinabili, che non siano da trattare, pulire o richiedano tempo eccessivo per la preparazione.

Il pesce più consumato porta però a notevoli problemi: o viene catturato senza misure precauzionali rispetto al resto della flora e della fauna degli oceani (tonno, gamberi, merluzzi) distruggendo tutto l’ambiente in cui avviene la pesca, oppure viene allevato (gamberi, salmone) o utilizzando mangimi, o sprecando grandi quantità di pesci più piccoli per alimentarli, che sarebbero di per sé commestibili, e che per ottenerli a loro volta portano alla distruzione degli ambienti marini.  Ad esempio per produrre mezzo chilo di salmone servono 3 chili di pesci più piccoli ed è anche molto inquinante per le acque. Consumare pesci allevati e sempre i soliti pesci è davvero dannoso per l’ambiente.

Come fare allora?

  1. In primo luogo perché non mangiamo i pesci più piccoli? I pesci più piccoli non vengono presi in considerazione perché forse meno attraenti dal punto di vista cuilnario. Tra questi stanno alici sgombri, sardine. Sono dei pesci sensazionali dal punto di vista nutrizionale ma spesso le persone si lamentano e non vogliono mangiarle perché “puzzano” o hanno le lische, o sono da pulire.
  2. Un’altra possibile soluzione è usare i mitili come le cozze, questi molluschi sono ricchi di omega 3 consumano molta meno acqua per essere prodotti, anzi la bonificano e ovviamente non mangiano pesce ma sostanze vegetali presenti nel mare.
  3. Anche le alghe, ancora purtroppo non accessibili nel mercato italiano, potrebbe essere una soluzione perché hanno un profilo nutrizionale di grande qualità e non inquinano (non hanno bisogno nemmeno di essere annaffiate vivendo nel mare, permettendo di risparmiare molta acqua!)

Conclusione

Confermo che mangiare pesce fa bene e andrebbe consumato tre volte a settimana ma la scelta del pesce che consumiamo è di fondamentale importanza.

Prima di tutto preferire il pesce pescato, di piccola taglia, variare il tipo e seguire le stagionalità (il pesce non è sempre lo stesso, ci sono stagioni di pesca per ogni tipologia) In secondo luogo alternarlo anche a molluschi, crostacei, mitili.

Scegliete pesce locale, osservate sempre attentamente la pescheria, non fatevi abbattere dall’odore (è l’odore del pesce!) e dalle lische! Le piccole lische, quelle commestibili, sono una fonte di calcio fondamentale per la nostra salute. Non fatevi, insomma, prendere dalla pigrizia anche nella scelta di questo alimento, perché, oltretutto, pulire due lische vi farà consumare qualche caloria in più.

La vostra econutrizionista

 

 

Lisa Lasagna

L’autore del blog

Sono Lisa, Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, dopo la laurea specialistica in Biotecnologie per la Salute, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Prevenzione, il massimo grado di formazione universitaria che si possa ottenere.
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