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Lug 13

ECONUNTRIZIONISTA: 4 REGOLE PER UN AMBIENTE PULITO

 

econutrizionistaEccomi nelle vesti di Econutrizionista! Alimentazione e ambiente vanno di pari passo! Quando fate spesa valutate mai l’impatto che i prodotti che acquistate hanno sull’ambiente in termini di imballaggi e inquinamento? Siamo tutti molto impegnati e so bene che molti di voi penseranno: ci manca solo che debba pensare anche a questo! Devo leggere l’etichetta, non farmi abbindolare dalle scritte e dal marketing, pensare a cosa è più sano a cosa ha migliore rapporto qualità prezzo…

Lo so, ci sono molte cose a cui bisogna pensare quando facciamo acquisti, ma penso che le cose diventino più facili via via che ci si applica.

Cerco di essere attenta a questo aspetto perché ho notato che lungo le nostre strade la sporcizia la fa da padrone, davanti alle case, lungo i marciapiedi e attorno alle scuole si trova immondizia di ogni tipo. In genere i rifiuti sono di cibi e sigarette (le sigarette non sono compostabili, permangono per decine di anni e vedo gente che le butta dentro i tombini!). Gli imballi dei cibi che le persone gettano per strada sono tutti di cibi e bevande spazzatura, forse le persone che li consumano e li gettano pensano che si chiamino cibi spazzatura appunto perché possono essere gettati per strada come spazzatura. Provate a notare quando passeggiate per strada… pacchetti di sigarette e mozziconi, bevande zuccherate, incarti di caramelle, snack, bottigliette e bicchieri di plastica; tutte cose che fanno male a noi e non solo all’ambiente, insomma. Basterebbe limitarne un po’ l’uso e ci guadagneremmo tutti non solo in termini di salute ma anche di ambiente.

Io vorrei fare qualcosa per questo, per diminuirne la produzione, e questo lo può fare ognuno di noi diminuendone l’acquisto in primo luogo e riciclando in secondo luogo. Inoltre dovremmo anche iniziare a preoccuparci di pulire.

Mia nonna Rina spazzava ogni giorno il cortile ma non solo il cortile, anche fuori casa, in strada, che era, anche ai tempi come ora, di tutti. Così si faceva una volta, il contadino puliva il fosso, ognuno puliva il suo pezzettino di strada e ovviamente non esistevano tutti questi prodotti imballati.

Adesso? Adesso tutti si preoccupano di avere la casa perfetta. La casa pulita e disinfettata, in ordine, piena di ninnoli belli e allo stesso tempo inutili. E fuori casa? Fuori casa non è più affare di nessuno. Se lungo il marciapiede davanti a casa c’è una bottiglia di plastica nessuno se ne preoccupa. La raccoglierà il comune, oppure si pensa “e il comune perché non pulisce?” Oppure si pensa: “io non l’ho buttata, io non getto rifiuti a terra o in acqua, quindi non spetta me pulire”. Ma avete mai pensato che i rifiuti li produciamo tutti? Non potrebbe essere che qualcuno dei rifiuti che abbiamo gettato nella differenziata possa fuoriuscire per sbaglio, ad esempio durante il trasporto?

Il rifiuti sono anche di chi non li getta per strada. E allora non capisco perché non dobbiamo raccoglierli se li vediamo a terra. Se mi capita di raccoglierli mentre sono di passaggio a piedi o in bici, la gente mi guarda stranita… perché? Non dovrebbe essere normale che una persona si preoccupi di pulire?

Quando ero una dodicenne e andavo in montagna con la parrocchia, andavamo per boschi a camminare. Un giorno, mentre passeggiavamo, abbiamo incontrato un signore che ci ha chiesto di raccogliere una cartaccia (ce ne erano davvero poche in giro ai tempi). Noi, sorpresi, gli abbiamo detto che non l’avevamo gettata in terra noi. E lui ci ha spiegato che non importava, che era dovere di tutti raccogliere le cartacce nell’ambiente. Se tutti ci disinteressiamo, ci ritroveremo sommersi di immondizia e di bruttura. Diciamocelo chiaro, fa abbastanza ribrezzo la situazione delle nostre strade, dei parchi, delle acque. Senza contare che tutta questa plastica finisce nei campi e nella terra, si sfalda e forma delle piccole particelle che sono invisibili all’occhio, ma che permeano nel terreno e nell’acqua stessa entrando nel ciclo vitale. Questa plastica, alla fine, la finiamo per mangiare o bere noi, o i nostri figli e nipoti. E tutto questo ci fa malissimo. Leggete questo articolo sugli interferenti endocrini per capire il problema.

Ho qui alcuni suggerimenti per ottenere miglioramenti con poco sforzo.

  1. Scegliere cibi e negozi che usano meno imballi possibili, acquistando cibi sfusi, acquistando confezioni più grandi, evitando di acquistare prodotti pronti a breve scadenza, fornirsi di frutta e verdura da un fruttivendolo che usi i sacchetti di carta e non di plastica per gli ortaggi (si conservano anche meglio, la plastica non fa traspirare il prodotto), usare meno bottiglie di plastica ad esempio bevendo l’acqua del rubinetto, installando un depuratore o usando l’acqua del sindaco che permette un grande risparmio in termini di produzione di plastica.
  2. Riciclare sempre gli imballi, convogliandoli nel giusto contenitore (carta, vetro, plastica…) facendo attenzione a scegliere solo alimenti che sono contenuti in imballaggi riciclabili. Ci sono delle sigle specifiche sugli imballi, riguardo il tipo di materiale che state gettando nei rifiuti. Alcuni materiali che sembrano riciclabili non lo sono, quindi non acquistateli! Per sapere come si riciclano gli imballi ogni comune, inoltre, ha le sue regole e quindi vanno attentamente valutate da ognuno di noi. Ricordiamoci anche, che il cassonetto non è una discarica. Se abbiamo un elettrodomestico o un mobile da buttare non va messo vicino ai cassonetti, ma va portato nell’isola ecologica, dove gratuitamente lo smaltiranno correttamente per voi. E’ gratis, lo ripeto. Stessa cosa se nel vostro comune c’è il porta-a-porta ma non vi ricordate o non potete rilasciare il vostro sacco nel giorno preciso. Potete portarlo all’isola ecologica e di nuovo lo smaltiranno gratis per voi. (Paghiamo una tassa sui rifiuti apposta).
  3. Puliamo la strada e gli ambienti esterni che non sono di nostra proprietà. Non costa niente, se passeggiamo per strada, o siamo in bicicletta, e vediamo un rifiuto per terra, raccoglierlo e convogliarlo in un apposito contenitore, i contenitori sono ovunque, dove abito io ce n’è uno ogni 200 metri direi… è un movimento fattibile, anzi potrebbe essere anche un modo per fare più movimento.
  4. Da qui mi aggancio. Se andate a camminare perché ogni tanto non prendere su un sacco e guanti e fare un po’ di raccolta? Io penso che potrebbe essere molto gratificante gratificante.
Lisa Lasagna

L’autore del blog

Sono Lisa, Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, dopo la laurea specialistica in Biotecnologie per la Salute, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Prevenzione, il massimo grado di formazione universitaria che si possa ottenere.
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