Controcorrente Sport Viadana
Giu 20

DIETA CHETOGENICA SI O NO?

Sicuramente mangiare vario è fondamentale. Mangiare vario permette di non incappare in carenze nutrizionali, permette di abituare il proprio organismo a “digerire tutto” e anche insegna a gestire l’alimentazione qualsiasi cosa succeda. Poi variare ovviamente fa bene anche al gusto, perché mangiare sempre le stesse cose può essere molto noioso.

Ci sono però alcuni casi in cui diete di esclusione sono fondamentale; ad esempio è indispensabile escludere alcuni cibi in chi soffre di allergia, intolleranza al glutine, sindrome del colon irritabile, malattie autoimmuni o infiammatorie.

dieta chetogenica

C’è una dieta in particolare che sta prendendo piede che esclude l’uso dei cibi che contengono grandi quantità di carboidrati. E’ un vero e proprio protocollo medico, nato per esigenze cliniche. L’esclusione dei carboidrati (o meglio la loro limitazione sotto una certa quantità di soglia) permette di attivare un meccanismo fisiologico di chetosi che può essere utile per l’epilessia, per alcune forme di emicrania, di tumore e anche… per il dimagrimento.

Questa dieta in passato è stata molto osteggiata, a causa, probabilmente, di una scarsa conoscenza dei meccanismi fisiologici che erano alla sua base. Negli ultimi tempi però gli studi sono stati approfonditi e ogni ricerca sembra dimostrare una sua possibile utilità ed efficacia in questo tipo di patologie e per il dimagrimento. La dieta chetogenica è una dieta ferrea. Non può essere intrapresa da soli, ma solo sotto stretto controllo perché va ben bilanciata, in quanto l’eliminazione di molti cibi (ricchi in carboidrati) può portare a gravi carenze e problemi di salute. Oltretutto nella maggior parte dei casi va seguita solo per brevi periodi di tempo.

Quando gli zuccheri introdotti scarseggiano il nostro corpo utilizza tutte le riserve interne che ha di scorta presenti nel glicogeno epatico e muscolare. Questa riserva si scarica nel giro di 2-6 giorni (a seconda delle persone e di quanto ci si muove) e genera un improvviso calo di peso corporeo iniziale. Vi è mai capitato di mettervi a dieta ed eliminare pane e pasta? Subito calate di peso tantissimo e pensate che stia funzionando. Poi tutto si ferma. E’ perché innescate solo lo scarico di questa riserva energetica di glicogeno che pesa molto per via dell’acqua che lega (un paio di chili).

Se la dieta è bene strutturata e bilanciata si entra solo successivamente in chetosi. A questo punto, infatti, terminate le riserve energetiche a base di zuccheri, il nostro organismo è costretto ad usare la riserva di emergenza: i grassi. Dai grassi il corpo produce dei sottoprodotti energetici tra cui i corpi chetonici, indispensabili per far funzionare il nostro cervello. Questo avviene solo se siamo davvero in condizioni perfette, ecco perché la dieta chetogenica non deve essere fatta col fai da te, perché se mal fatta il meccanismo non si innesca o si innesca male e rischiamo di perdere muscolo, essere nervosi, stanchi, di avere il mal di testa, di sovraccaricare gli organi.

Il protocollo prevede infatti che si mangi una certa quantità di grassi, cosa che le persone evitano sempre perché vedono “il male” sia nei carboidrati che nei lipidi stessi. L’errore è lì. Carboidrati, grassi, proteine…. nulla è il male, tutto può esser male se mal bilanciato. La dieta chetogenica è una dieta di grassi non di proteine. Quando la chetosi è presente, il corpo diventa più efficiente a bruciare grasso e si dimagrisce meglio e più velocemente o non si hanno gli effetti collaterali tipici di una dieta ricca in cereali (che può dare maggiore infiammazione).

E’ un protocollo molto efficace, lo si può fare solo per qualche settimana, perché poi bisogna sempre fare in modo di tornare ad un’alimentazione varia; questo va fatto reintroducendo tutti i cibi a base di carboidrati ma va fatto un po’ alla volta per dare il tempo all’organismo di riprendere ad utilizzarli in modo corretto.

L’avevate mai sentita nominare? Io la sto studiando molto e in molti pazienti ha dato ottimi risultati. In quali? Quelli che hanno seguito bene le mie indicazioni e che l’hanno fatta dopo un percorso nutrizionale completo, in cui mi hanno saputo dimostrare di saper gestire un’alimentazione bilanciata mantenendo un certo peso. Da evitare assolutamente in caso di patologie accertate e soprattutto in caso di disturbi dell’alimentazione latenti e conclamati.

Lisa Lasagna

L’autore del blog

Sono Lisa, Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, dopo la laurea specialistica in Biotecnologie per la Salute, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Prevenzione, il massimo grado di formazione universitaria che si possa ottenere.
Controcorrente Sport Viadana