Feb 07

LA PALEODIETA – PRO E CONTRO

Avevo scritto questo post tempo fa, tradendo spunto da un post di “I fucking love Science”. Non rinnego i punti a sfavore, ma nel tempo, studiando, approfondendo, testando, mi sono avvicinata a questo stile. Ho scoperto cose interessantissime e, in questi ultimi tempi, stanno uscendo sempre più studi scientifici a favore. Che siamo quello che mangiamo lo confermo e lo confermano tutti i dati. Le calorie non contano quasi nulla. Con la mia professione sempre più mi accorgo che per la maggior parte dei casi la patologia è data dallo stile di vita sbagliato (vuoi per sfortuna o per disinteresse o mancata percezione del pericolo). L’alimentazione, lo stress, la sedentarietà influiscono tantissimo sullo stato di salute e sul peso. Con la giusta alimentazione e stile di vita adeguato è possibile  PREVENIRE molti disturbi che oggi sono frequenti (obesità e sovrappeso ne sono solo la punta dell’iceberg, perché spess o sono premonitori di sindrome del colon irritabile, ipertensione diabete di tipo II, fegato grasso, ipotiroidismo…).

Ho quindi rivisitato il post, lasciando i punti a sfavore che, rivalutandoli bene, non hanno molto di sfavorevole perché in realtà non ci sono prove che la dieta paleo sia dannosa, solo che forse lo è per l’ambiente (cosa a cui tengo molto ed è probabilmente uno dei pochi motivi perché non seguo questo stile). Sempre più studi dimostrano che potrebbe essere invece la risposta a molti problemi fisici, quindi penso che, se impostata nel modo corretto, senza eccedere con l’uso di carni e pesce scegliendoli  da allevamento sostenibile o pescati, si potrebbe trarne un bel vantaggio. Non è per tutti ovviamente e lo capisco! Ma un minor uso di prodotti industriali e cereali penso potrebbe giovare a moltissime persone.

PUNTI A SFAVORE

1. Molta variabilità. Un dato è certo: non si cibavano sempre e tutti delle stesse cose. Ogni stagione e luogo erano caratterizzati da alimenti differenti. Alcuni gruppi si cibavano quasi esclusivamente di carne e pesce, altri invece avevano a disposizione molte varietà di vegetali.

2. L’evoluzione non si è fermata. Un altro errore della paleodieta è quello di affermare che l’evoluzione dell’uomo si è fermata a 10.000 anni fa. In realtà molti dati scientifici indicano come l’uomo si sia invece evoluto dal punto di vista della genetica del metabolismo in un lasso di tempo relativamente breve. In 5.000-10.000 anni è divenuto infatti in grado di tollerare il lattosio, digerire l’amido, metabolizzare alcol e altri composti che prima erano tossici (perché non digeribili).Tutte queste modifiche sono state introdotte grazie alla dieta che si è evoluta nel corso del tempo.

3. L’ambiente e l’alimentazione durante l’infanzia contano di più. Le ricerche indicano che le nostre preferenze alimentari sono influenzate molto di più dall’ambiente che dalla genetica. Un ruolo molto importante infatti lo hanno l’alimentazione della madre durante la gravidanza, l’allattamento al seno e le esperienze alimentari che si fanno durante l’infanzia.

4. Oggi l’uomo vive di più. Nel paleolitico l’uomo viveva circa 40 anni. Non c’era il tempo di sviluppare patologie infiammatorie o malattie croniche o il cancro. Vivere nel passato quindi non significava vivere più sani ma semplicemente sopravvivere molto meno.

5. Una dieta basata solo su carne e pesce non è sostenibile. Siamo 7 miliardi su questo pianeta; se tutti adottassero questo regime alimentare, basato esclusivamente su carne pesce e vegetali, le risorse alimentari si esaurirebbero velocemente.

PUNTI A FAVORE

1. Gli alimenti moderni, vale a dire venuti dopo l’introduzione dell’agricoltura, come ad esempio i cereali o i legumi contengono sostanze potenzialmente infiammanti (come il glutine o le saponine) o antinutrienti (come i fitati o le lecitina) o ad azione simil ormonale come gli isoflavoni. Queste sostanze se assunte in eccesso possono danneggiare il nostro organismo.

2. L’alimentazione paleo prevede l’uso di alimenti basici, di materia prima vera e propria. Non propone alimenti elaborati industriali che possono contenere quindi sostanze dannose o inutili per l’organismo dell’uomo.

3. Sempre più studi dimostrano come questo tipo di alimentazione sembri avere effetto benefico su patologie molto frequenti come ipotiroidismo, fibrobialgia, infertilità, diabete di tipo II, la sindrome del colon irritabile.

4. Un alimentazione di questo tipo permette di avere un microbiota più sano perché alimentato a fibra, alimenti privi di conservanti e a basso contenuto di zuccheri. Si sta sempre più riscontrando in letteratura gli effetti benefici di una flora intestinale varia e sana,.

Cosa fare, quindi? Non esiste un singolo stile di vita o uno stile alimentare che si adatta a tutti e questo valeva sia nel passato sia al giorno d’oggi, è fondamentale valutare ogni singolo individuo per capire se ci sono eccessi o carenze al fine di ideare un alimentazione che sia adatta al soggetto stesso. 

Lisa Lasagna

L’autore del blog

Sono Lisa, Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, dopo la laurea specialistica in Biotecnologie per la Salute, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Prevenzione, il massimo grado di formazione universitaria che si possa ottenere.