Ott 14

5 FALSI MITI SUL RISCHIO CARDIOVASCOLARE

Avevo parlato del sovrappeso e dell’obesità e dei rischi connessi alla salute in questo articolo qualche tempo fa. Non è un articolo molto gettonato. Gli articoli maggiormente letti sono quelli che tentano di risolvere in poche mosse problemi estetici, come la pancia, i fianchi o la cellulite. Dovremmo invece preoccuparci di più per la nostra salute, e solo di conseguenza dell’aspetto esteriore (che per fortuna spesso vanno di pari passo). Oltre al sovrappeso, di cui ho già parlato, ci sono una serie di fattori che dovrebbero essere considerati da ognuno di noi per limitare i nostri rischi di sviluppo di patologie cardiovascolari.  Alcuni fattori di rischio legati alla salute sono sovrappeso, colesterolo e trigliceridi alti, glucosio nel sangue alto, ipertensione. In questo post però vorrei fare il punto su 5 miti molto diffusi riguardanti alcuni fattori di rischio che vengono così “giustificati” da chi ne è caratterizzato per non considerarli un vero e proprio problema di salute.

1. I farmaci: quando il medico riscontra un problema come ipertensione, iperglicemia, ipercolesterolemia ci prescrive un farmaco per risolvere il problema. Il medico fa il suo lavoro, perché sa bene che quei valori ci portano ad aumento di rischio di infarto, ictus o diabete, per esempio. Non tutti i medici, però, ci dicono che il farmaco serve a “tamponare” la situazione ma che se non modifichiamo la fonte del problema il farmaco ci aiuterà solo in parte. La prima cosa da fare, infatti, sarebbe quella di analizzare il motivo per cui ci ritroviamo ad avere questi valori sballati e di conseguenza a riprogrammare le nostre abitudini e a verificare con il medico se in futuro il farmaco serve ancora.

2. Il colesterolo alto famigliare non è una giustificazione. Quando viene riscontrato un parametro elevato come il colesterolo, spesso si pensa che è un problema non risolvibile perché in famiglia tutti hanno il colesterolo alto. Tenete però presente che una cosa è l’ereditarietà ed una cosa sono le abitudini famigliari. Se in famiglia mangiate tutti allo stesso modo allora è facile che tutti abbiate lo stesso problema, ma questo non significa che allora non è risolvibile o non è un fattore di rischio. Tutta la famiglia si trova a rischio e quindi tutta la famiglia dovrebbe fare qualcosa per modificare il proprio stile di vita e lo stile alimentare.

3. Ho il metabolismo lento. Sono grasso, tutta la famiglia lo è. Non c’è nulla da fare, quindi posso evitare di sforzarmi a migliorare. Questa è un’altra frase molto gettonata. Se ci pensate è la strategia più comoda da intraprendere. In realtà sono pochissime le persone con un metabolismo lento. La tendenza ad ingrassare è data semplicemente da uno scorretto squilibrio tra alimentazione e movimento, dettata dai tempi moderni. Se non sapete organizzare i pasti, improvvisate pranzi e cene, mangiate spesso fuori per fare prima, non fate nessun tipo di attività motoria al di fuori di quella lavorativa, è sicuro che invecchierete prima e vi ammalerete prima, quindi iniziate a pensare di fare qualcosa anche se avete solo 30 anni.

4. Sto bene, perché devo cambiare? Se le persone non hanno sintomi particolari, pur avendo i fattori di rischio (non hanno ancora avuto infarti, non hanno problemi con la glicemia, non hanno attacchi di ipertensione) allora  non hanno abbastanza timore e non fanno nulla per scongiurare i pericoli. Consiglio di non aspettare ad avere davvero problemi per modificare il proprio stile di vita perché forse non succederà nulla, ma più probabilmente prima o poi la “pagherete” in termini di salute e benessere.

5. Preferisco vivere un giorno da leone che 100 da pecora, quindi non ho intenzione di mettermi a dieta e fare attività fisica perché non mi va di fare la fame e di fare fatica. Spesso la dieta e l’attività fisica sono considerate come qualcosa di negativo da chi non ha mai seguito piani particolari o addirittura da chi invece ne ha seguiti di vari che non hanno portato a risultati; in realtà penso che seguire uno stile di vita corretto deve presupporre sempre che sia facile da seguire, piacevole e soddisfacente, ci deve dare vantaggi immediati ai quali non sapremo più rinunciare. Questo deve riguardare sia l’alimentazione (non si può pretendere di mangiare fettina di pollo ai ferri e insalata scondita a vita) che l’attività fisica (non si può chiedere a tutti di camminare o di andare in palestra se non piace). Credo che il vero segreto stia nell’insegnare alle persone a mangiare in modo sano senza rinunciare al gusto e allo “sgarro” e a fare attività motoria in modo piacevole, stimolando le persone a fare qualcosa per se stessi che piaccia, appaghi e renda la giornata più motivante.

A questo punto vi invito a pensare alla vostra situazione: avete uno o più fattori di rischio? Possiamo allontanarli insieme, per una vita più sana, più lunga e piacevole! Contattatemi per una consulenza

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Lisa Lasagna

L’autore del blog

Sono Lisa, Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, dopo la laurea specialistica in Biotecnologie per la Salute, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Prevenzione, il massimo grado di formazione universitaria che si possa ottenere.